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Industria 4.0: rapporto tra formazione e innovazione

Ritorniamo sul tema del rapporto tra formazione e innovazione: lo spunto è tratto dall’articolo di Laura Cavestri, apparso il 27 gennaio su Il Sole 24 Ore (link a fondo pagina).

Scrive l’articolista a proposito dell’Industria 4.0: “Per 7 aziende su 10 sarà fondamentale per crescere. Ma proprio 7 aziende su 10 non hanno ancora fatto nulla o quasi per formarsi, attrezzarsi e capire come declinare l’«Industria 4.0» nella propria realtà di Pmi. È quanto emerge da uno studio realizzato dalla società di consulenza Staufen Italia”.

Prosegue con qualche dato che fa riflettere: “Quel che emerge è che i concetti di “Fabbrica intelligente”, “Internet of Things” e dei macchinarin in grado di “comunicare” con il prodotto per migliorarlo e migliorarsi, restano, per lo più, materie per convegni. Quasi il 70 % dice di essere in fase iniziale o di non aver ancora fatto nulla. Solo un 20% ha già qualche esperienza alle spalle.

Per ultimo, cita le parole di Giancarlo Oriani, amministratore unico di Staufen Italia: “Questi risultati non ci sorprendono perché coerenti con la poca sensibilità che le imprese italiane hanno verso la riorganizazione e la trasformazione dell’organizzazione aziendale e dei processi. Una tensione invece fortissima nelle Pmi tedesche. Se la produzione industriale italiana dal 2008 è cresciuta del 4% e quella tedesca del 38% forse non è solo colpa della crisi o delle tasse».

Quando si parla di formazione, a nostro avviso occorre distinguere tra addestramento ed evoluzione. L’addestramento si ottiene lavorando sul sapere e sul saper fare – l’evoluzione si conquista integrando le nuove competenze nell’essere (di una azienda – di una persona).

Attenzione quindi a pensare alla formazione in termini di “erogazione di un corso”: il risultato di un percorso di apprendimento va sempre oltre le nuove conoscenze o le capacità apprese. Il pregio è che, al suo apice, le persone saranno indipendenti, avranno realizzato e compiuto un grande passo verso l’autonomia.

Questo è – forse – ciò che spaventa gli industriali, e allora è utile ricordare lo cambio di battute apparso in una vignetta che ha fatto il giro dei Social nell’ultimo mese: “E se una volta che avremo formato il personale, questo decidesse di abbandonarci?” domanda il primo uomo. Risponde l’interlocutore: “E se non lo formassimo e questo decidesse di rimanere con noi?”

Noi di Business Athletics siamo per dare voce alla formazione, e alla vera leva della innovazione: la progettualità.

Rif. articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-01-27/italia-ritardo-industria-40-063729.shtml?uuid=ACQY3BIC

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